Che cos’è la Blue Beauty? Ecco tutto quello che devi sapere

Il trend della Blue Beauty testimonia un'attenzione sempre maggiore non solo alla nostra bellezza, ma anche al benessere del nostro pianeta e dei suoi oceani. Lo conoscete già?

Siamo (per fortuna) sempre più attente e consapevoli nei confronti delle sostanze che mettiamo a contatto con la nostra pelle: molte di noi sono abituate a controllare con attenzione l’Inci dei propri prodotti preferiti per evitare delle sostanze che, pur non essendo dannose per la salute, possono risultare un po’ aggressive. Di pari passo è cresciuta una maggiore attenzione nei confronti degli ingredienti che possono danneggiare l’ambiente: molti dei prodotti che usiamo abitualmente possono infatti provocare conseguenze negative dell’ambiente e sulla natura. Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di Blue Beauty: scopriamo insieme di cosa di tratta e come seguire una routine di bellezza amica degli oceani.

Blue Beauty, di cosa si tratta?

Forse non ci avete mai pensato, ma la maggior parte delle sostanze con cui laviamo il corpo, il viso o i capelli poi finiscono negli oceani e molte di queste sono purtroppo inquinanti e dannose per il benessere dei nostri mari e dei suoi abitanti. Per non parlare dell’impatto che può avere il loro processo di produzione! È proprio per questo motivo che si sta affermando il trend sostenibile della Blue Beauty, la bellezza amica degli oceani, che sta prendendo sempre più piede sia tra i consumatori che tra i brand che producono cosmetici e prodotti beauty.


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Le origini di questa filosofia

La pioniera della Blue Beauty è Jeannie Jarnot, direttrice di Spa ed esperta di bellezza, che nell’ambito del suo lavoro si è resa conto della grande quantità di sostanze tossiche per l’ambiente e per gli oceani presenti nell’industria termale e nei prodotti di bellezza in generale. Da qui prende il via questo movimento che si prefigge di rendere il settore beauty più “pulito”, più sostenibile e più etico. Come? La “bellezza blu” punta non solo a controllare le sostanze contenute nei cosmetici, assicurandosi che non risultino dannose per l’ambiente e per i mari in particolare, ma anche a limitare o ad eliminare i packaging, soprattutto quelli di plastica, e a rendere più sostenibile l’intero processo di produzione. Un esempio di ingredienti beauty dannosi per i nostri mari e per i loro abitanti? Ossibenzone e octinossato, contenuti in molte creme solari, che dal 1 gennaio 2021 sono stati finalmente proibiti alle Hawaii perché provocano lo sbiancamento della barriera corallina.

Alla scoperta della Blue Beauty, per una bellezza amica degli oceani2

Blue Beauty o Green Beauty?

Queste due tendenze che puntano ad una bellezza sempre più sostenibile non sono certo in conflitto tra loro! La Green Beauty si concentra prevalentemente sulla missione di sensibilizzare riguardo all’impatto che le diverse sostanze hanno sulla nostra pelle e sull’ambiente, mentre la Blue Beauty allarga il campo anche all’impatto di questi ingredienti sia prima, durante il processo produttivo del prodotto e dell’imballaggio, sia dopo, quando vengono dispersi nell’ambiente.


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Come possiamo diventare più “blu”?

Pur senza rivoluzionare immediatamente il nostro beauty case, possiamo prestare molta più attenzione ai nostri prossimi acquisti. In particolare possiamo controllare:

  • gli ingredienti presenti nei nostri cosmetici e la loro provenienza;
  • il packaging, verificando che sia il minimo indispensabile e il più possibile riciclabile;
  • il brand che abbiamo scelto: sarebbe perfetto se aderisse alla filosofia Blue Beauty;
  • il processo produttivo del prodotto, anche se a volte non è così facile informarsi su aspetti come la quantità di acqua che viene utilizzata e l’inquinamento che comporta la produzione e il confezionamento.

Altre buone pratiche da seguire sarebbero quelle di abolire i prodotti monouso, di usare flaconi riutilizzabili da riempire più volte con delle ricariche e di limitare lo spreco di plastica riutilizzando i contenitori anche in maniera creativa, ad esempio come vasi per i fiori o come materiale per lavoretti fai da te.

Alla scoperta della Blue Beauty, per una bellezza amica degli oceani

Cosa stanno facendo i brand beauty?

Molti brand particolarmente attenti a questi aspetti stanno aderendo alle pratiche “blu” per rendere sempre più sostenibili i propri prodotti. Alcuni esempio?

  • alcuni brand, tra cui possiamo citare ad esempio Mac Cosmetics, Lush e The Body Shop, utilizzano confezioni in PCR, cioè plastica post consumo, quindi realizzata senza produrre nuova plastica;
  • The Body Shop ha installato stazioni di ricarica e di riciclaggio nei propri negozi di tutto il mondo;
  • Lush ha aperto a Milano un Lush Naked Shop, in cui tutti i prodotti sono in formato solido e vengono venduti senza alcun tipo di packaging. Il brand finanzia inoltre Sea Shepard con la vendita di alcuni prodotti;
  • Chantecaille ha lanciato la linea Vibrant Oceans: parte dei ricavati verrà devoluta a WildAid per combattere la caccia di specie a rischio come squali e mante;
  • L’Occitane ha deciso di produrre ricariche per gel doccia e shampoo, diminuendo così la produzione di plastica;
  • sia L’Occitane che Clarins sono partner di Plastic Odissey, organizzazione che punta a ridurre l’uso di plastica;
  • Biossance ha ideato una alternativa sostenibile allo squalene, una sostanza che si ricava dal fegato degli squali; lo ricava dalla canna da zucchero brasiliana;
  • il brand hawaiano Honua ha lanciato una crema solare priva di ingredienti dannosi per la barriera corallina e sostiene l’organizzazione Sustainable Coastlines Hawaii, che si batte per oceani più puliti.

BioNike e il progetto Un mare di stelle

BioNike è riuscita nell’impresa di formulare una linea di solari non solo alleati della pelle, ma anche amici dell’ambiente e dei nostri mari in particolare. La formula dei prodotti della linea Defence Sun offre infatti una tripla protezione dai raggi UVB, UVA e IR (cioè gli infrarossi, di cui forse si parla meno ma che possono raggiungere il derma profondo); è efficace su ogni tipo di pelle, anche sensibile e intollerante, perché tutti i prodotti della linea sono prive di conservanti, profumo, glutine e sono inoltre nickel tested. I filtri solari non sono selezionati solo per la compatibilità cutanea, ma anche per rispettare la biodiversità marina: sono infatti testati per essere compatibili con l’ecosistema marino.
Non solo: BioNike sostiene anche la Onlus italiana Worldrise nel progetto Un mare di stelle, che ha lo scopo di contribuire alla riforestazione marina, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia della salute del Mar Mediterraneo. Nello specifico, il progetto si occuperà di liberare le foreste di gorgonie da reti e rifiuti nelle aree marine di Capo Mortola e Golfo Aranci e di identificare, geolocalizzare e proteggere le stelle marine nelle aree marine protette di Balzi Rossi, Tavolara, Ustica, Egadi e Secche della Meloria.

Bionike Un mare di stelle1

Bionike Un mare di stelle

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Redazione Trucchi.tv 💄